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Vicenza: rappresentante del Sultanato dell’Oman inaugura Choice

Inaugurata Choice tra timidi segnali di ripresa e volontà di rilancio, ma il settore ha subito una pesante flessione pari al 24% nel primo semestre del 2008.

Inaugurazione di Choice a VicenzaUna volta ministri della Repubblica italiana, sottosegretari e frotte di parlamentari arrivavano ad inaugurare la Fiera dell’Oro di Vicenza. Ora, che l’oro non luccica più come un tempo e la congiuntura economica è in grande sofferenza, i ministri brillano per la loro assenza.

In compenso ieri accanto al presidente Dino Menarin a tagliare il nastro tricolore che apre Choice, la Fiera orafa di settembre, c’era un rappresentante del Sultanato dell’Oman in tunica bianca e turbante giallo. Accanto a lui, abito scuro e spilla d’oro al bavero, uno dei manager più influenti del Paese del Golfo. Questi due signori ci raccontano amabilmente come un sultano del loro Paese abbia speso tre milioni di euro per un gioiello.

Il presidente Menarin sottolinea: «Oggi i Paesi del Golfo sono i principali acquirenti dei gioielli italiani ed hanno surclassato anche gli Stati Uniti». Mister Al Hosni e Mister Al Jaziri curiosano tra gli stand: «La nostra presenza a Vicenza - spiegano in inglese fluente - è all’interno di uno scambio vicendevole in quanto stiamo organizzando dal 15 al 19 aprile un'esposizione internazionale del gioiello grandiosa e siamo venuti qui ad imparare molte cose, oltre che ad apprezzare le creazioni». Il momento non è dei più facili: flessione generale del 24% nel primo semestre 2008, diminuzione dell'export del 15%.

Modelle indossano i gioielli dell'inverno 2008/09Qualche segnale di ripresa c’è, sussurra Marilisa Zen, presidente degli 85 orafi industriali di Vicenza: «Usciamo da un periodo di depressione, ma cominciamo a vedere uno spiraglio di luce. Alla riapertura delle aziende, dopo le ferie, il mercato ci ha riservato una sorpresa con un monte-ordini accresciuto, grazie forse al prezzo dell’oro in discesa e anche al fatto che molti clienti non avevano acquistato più nulla e avevano necessità di merce. L’importante ora è lavorare per differenziarci dalla concorrenza puntando molto sull’innovazione, che non vuol dire “gioielli modaioli”, ma creatività nel rispetto della tradizione».

E di volontà di rilancio parla soprattutto il presidente della Fiera Dino Menarin che, accanto al direttore Domenico Girardi alla sua prima fiera di fine estate, sfodera numeri record per quanto riguarda l’edizione di settembre se paragonata a quelle dello stesso periodo: oltre 1.500 espositori, 90 in più degli anni precedenti: «Aziende - dice - che in questo momento di difficoltà dell’economia mondiale, molto sentita dagli operatori orafi, si sono dati appuntamento a Vicenza. Possiamo contare sulla nostra capacità di fare manifestazioni espostive a livello mondiale, su vaste conoscenze di marketing e di prodotti qualificati». E poi bisogna fare i conti non solo con la ricerca di nuovi mercati, ma anche di nuovi prodotti che sappiano far preferire la scelta di un gioiello per fare un regalo: «Oggi subiamo anche la concorrenza dei telefonini - sorride Menarin - e di tutta la tecnologia. Non è un momento facile, ma ognuno deve lavorare bene. Gli imprenditori per la loro parte e noi per quello che ci compete, in modo da organizzare un ottimo gioco di squadra». E aggiunge: «La Fiera di Vicenza è bandiera di una forte cultura e tradizione orafa nel rispetto della tradizione, ma anche di rinnovamento e avanguardia». Rinnovamento che si coglie sul campo.

Il futuro si legge dai cantieri allestiti nel quartiere fieristico che, nell’arco di tre anni - assicura Menarin - (ma c’è ancora un ricorso pendente al Tar) daranno alle mostre orafe un supporto strutturale e logistico all’avanguardia, con spazi nuovi concepiti in modo moderno.

Il presente è Glamroom, lo spazio di gioielli innovativi e sperimentazioni allestito nel padiglione esterno alla Fiera, nel vecchio capannone dell’oro macchina, che sarà collegato in questi giorni con i bus navetta.
C’è chi suggerisce che l'allestimento temporaneo diventi in qualche modo definitivo. Un biglietto da visita per chi entra dalla porta ovest della città.

Choice rimane aperta fino al 10 settembre ed è riservata ai dettaglianti.

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